Come bianco fiammifero di zolfo tenuto in mano, pria che in fiamma vada guizzanti lingue d’ogni parte effonde —: così nel cerchio degli spettatori comincia rapida, lucente, calda a palpitar la danza in ampi giri. E a un tratto è tutta fiamma quella danza. Essa accende le chiome con lo sguardo, e volge subito con arte audace in questo incendio tutta la sua veste, e si sprigionano, come serpenti atterriti, le braccia nude e rapide nell’agitar le nacchere. Poi quasi il fuoco fosse troppo poco, l’afferra tutto insieme e via lo getta con gesto di dominio altero, e guarda: giace a terra smaniante, e ancor fiammeggia e non cede. Sicura, vittoriosa e con dolce sorriso di saluto solleva il volto e coi piccoli piedi robusti tutto ancora lo calpesta. Rainer Maria Rilke, 1907 “Poesie”, EDIPEM, Novara, p. 37 |