Kahlil Gibran



La danzatrice

   Alla corte del principe di Birkasha arrivò una volta una danzatrice con i suoi musicisti. E fu ammessa a corte, e danzò dinanzi al principe, al ritmo della musica del liuto, del flauto e della cetra.
   Eseguì la danza delle fiamme, e la danza delle spade e delle lance; e la danza delle stelle e la danza dello spazio. E, infine, la danza dei fiori nel vento.
   Dopo tutto ciò, si fermò davanti al trono del principe e piegò il suo corpo in un inchino. E il principe le ordinò di accostarsi, e le disse: “O fanciulla bellissima, figlia della grazia e del diletto, da dove proviene la tua arte? E come riesci a governare tutti i vari elementi che sono nei tuoi ritmi e nelle tue armonie?”.
   La danzatrice s’inchinò nuovamente davanti al principe e rispose: “Potente e graziosa Maestà, non conosco risposta alle tue domande. Solo questo so: l’anima del filosofo dimora nella sua testa, l’anima del poeta nel suo cuore; l’anima del cantante aleggia intorno alla sua gola: ma l’anima della danzatrice abita in tutto il suo corpo”.

Kahlil Gibran
“Sabbia e Spuma e Il Vagabondo”, Newton Compton editori, Roma, 1992, p. 107