Social Forum Europeo

Noi c’eravamo...

Lawrence d’Arabia & Isadora Duncan
Photos copyleft by Giovanni Lucci


Firenze, 9 novembre 2002

[Noi c'eravamo!]“Parole fallaci e bombe intelligenti”: uno slogan su tutti a sintetizzare lo spirito dell’oceanico Corteo per la Pace promosso dal Social Forum a Firenze. Il “ribollir dei tini” dei media ha evocato per settimane guerriglia urbana e devastazioni, col solo triste effetto di indurre esercenti e commercianti a serrare bandoni e vetrine. Volantini in doppia lingua (italiano e inglese) campeggiano sugli sporti delle botteghe blindate a difesa del “liberismo” mercantile: “Who thinks badly, acts badly” (“Chi pensa male, si comporta male”) è scritto sui tanti manifestini appesi (con lo scotch) alle saracinesche. Altri recitano “Chiuso per paranoia”, “Chiuso per idiozia”, “Mille birre in meno”. I pochissimi intrepidi che non hanno chiuso si fanno ricchi oltre ogni loro aspettativa, mentre tutti gli altri si son condannati a riaprire domani l’altro... “per lutto di mancato profitto”. Più di mezzo milione di esseri umani, invece, paganti e civili, inondano la città dei loro colori e delle loro canzoni e dei loro sogni a cielo aperto. Impressionante la coreografia del corteo che si è snodato in lungo e in largo dalla Fortezza a Campo di Marte. Cartelli e lenzuola alle finestre e acqua e tè offerti dai davanzali dei pianterreni stupiscono e rappresentano con forza una Firenze bellissima (così come non è mai stata) nella sua nuda meraviglia. Camminiamo per strade che percorriamo tutti i giorni ma vediamo un mondo nuovo. Giovanni, cinquantadue anni, eminente consigliere dell’Associazione, è già in strada dal primo mattino con la sua fotocamera digitale, a testimoniare che davvero “youth has no age”. Il Corteo della Pace è tale anche grazie alla professionalità dimostrata nell’occasione dall’Amministrazione (Sindaco e Presidente della Regione in primis) e dalle Forze dell’Ordine, discrete e ben posizionate. Le composite e colorite anime dell’universo new global si sono incontrate e riunite in un insieme armonico e vitale, senza nemmeno l’ombra delle apocalittiche razzie paventate (o talora vagheggiate) da quanti si sono distorti e nutriti per settimane con l’inutile schiuma della bocca del terrore e dell’ignoranza.
[All together!]Magico il passaggio sul cavalcavia di Piazza Alberti, incantato e sommerso dalla coloratissima marea umana, che non mancava di soffermarsi sul punto più alto per cercare di cogliere una prospettiva più ampia, altrimenti solo immaginabile.
Noi dell’Associazione Culturale “Il Delta della Luna”, insomma, c’eravamo... e ci siamo incontrati in tanti, senza che ci fossimo dati un appuntamento. Giacché non c’eravamo travestiti da tini-tini, con code di capelli laccati e jeans scoloriti griffati e collanine da pescatori della Martinica, non è stato difficile riconoscersi. Nonostante fossimo in cinquecentomila.