Non so ballare sulle punte — nessuno mi istruì — ma spesso, dentro la testa, una tale gioia mi possiede, che se avessi nozioni di balletto — mi esprimerei in piroette da fare impallidire una troupe — e ammattire una prima donna, e anche se non ho gonna di tulle o riccioli nei capelli né saltello per il pubblico — come un uccellino le zampette contro l’aria, né tuffo il corpo in palle in piume, né scorro su ruote di neve fino a uscire di scena fra gli applausi e le richieste di bis del pubblico — e nessuno sa che so quest’arte che cito — agile — qui — e nessun manifesto mi vanta — è tutto esaurito all’Opera — Emily Dickinson, [326], 1862 “Poesie”, Mondadori, Milano, 1995, p. 109 |