Mario Luzi



DANZATRICE VERDE

Destini si propagano ove annotta
l’inquietudine estrema dei velari,
ella dalla profonda aria morta
la sua mano ritrae come un pianeta.

Solo uno sguardo evade la sua forma.
La vertigine esente di sorriso
nelle sue braccia palpita e s’adorna
d’un’eco bianca elusa dal suo viso.

Poi nel moto fingeva ogni clemenza
nell’onda di smeraldo che si stempra
nella memoria, origine e parvenza
della morte il paesaggio del suo passo.

Carità delle gonne; rifluiva
indi l’informe, indi la vita in ombre
di viola dal vuoto costellato
di vigilie al mio sguardo senza meta.

Mario Luzi, 1938
“Tutte le poesie, I· Il giusto della vita”, Garzanti, Milano, 1979, p. 75