domenica due maggio
Querceta in Versilia
sono con Punni
di Alessandra sorella
e siamo tribuni
allo stadio del palio
il Palio dei Micci
scannamiccio n. 49
siam qua per il Pozzo
ma anche e di più
siam qua per la Luna
e per le lune nel pozzo
per Alessandra
per Anna e per Mario
per Nicoletta
per Valentina
per Annalisa
per Elisabetta
per Fiammetta
per Elisa
per Rossella
e financo per Silvia
son tutti bellissimi
son tutte bellissime
le lune nel pozzo
’na botta di vita — mi dice all’orecchio
un po’ indispettita
una vecchia zitella
ma è più della vita
la danza in un palio
al Palio dei Micci
a Querceta in Versilia
non è per prebenda, mercede e pensione
che la Luna è nel Pozzo
è storia d’amore
di cuore e progetto
l’amore di Anna nel palio di Mario
di Anna è il ricamo
di Anna è il disegno
in cui Mario e Alessandra
un uomo e una donna
e l’uomo e la donna
al centro del prato
nella rosa dei venti
incarnano l’amore
danzano la passione
son tre e sono uno
struggenti e avvolgenti
belli e potenti
nel mentre d’intorno
tutte le lune
a passi di danza
doman forze contrarie
di primitive nature
di Mario è la romanza
di Maicol la rinomanza
ma se gli ruban la penna
non gli rubano la scena
e Mario è un portale
anche di schiena
e Alessandra che danza
illumina il sole
e nel blu e nella seta
piroettano accese
tutte le lune
all’ombra di palme
e drudi basiti
ci sono anche gli altri
e sono una frotta
e sono con noi
ma chi se ne accorge
ma chi se ne frega
siam qui per l’amore
siam qui per la vita
le altre contrade
son già rassegnate
e sfilano meste
per onor di sfigura
financo il leon d’oro
con tutto il suo argento
di costumi impensati
col suo super-tino
non basta a eclissare
le lune nel pozzo
chiuse le danze
compunti in tribuna
si aspetta il verdetto
ma ecco che no
ce l’avevano detto
ci tocca anche il palio
il palio del miccio
mi chiedo cos’è
mi chiedo com’è
son tutti eccitati
son tutti arrossati
mi chiedo se è vero
che l’uomo è un uomo
anche in vite anguste
macchiate e ingannate
mi chiedo se è vero
soprattutto ci spero
ma ecco che parte
mio Dio è partito
lo scannamiccio
del quarantanovesimo giro
è brutta la corsa
di cruenta natura
imparo a contare
fino a sei giri
duemila metri
di asinelli inculati
fino al galoppo
fino all’ultimo tiro
quando
vivaddio
all’ultimo respiro
senza respiro
sfonda la diga
il miccio del Pozzo
credevo peggio
il nome del razzo
la calca è oscena
impazza la festa
son tutti sul prato
i drudi del Pozzo
e i tribuni del popolo
urlano e piangono
zompano e zampano
ma come che cazzo
chi s’è preso i voti
di tema e sfilata
mi guardo intorno
mi sento un gran fesso
non siamo poi tanti
noialtri del pozzo
Punni di Alessandra
Carla di Nicoletta
Carolina di Anna e Fiammetta
e poi altre mamme
e sorelle
e fratelli
e babbi e zii
tamburi incessanti
calori cangianti
ingannan l’attesa
di noi quattro gatti
parenti d’artisti
ma come che cazzo
siam qua per la vita
e ci vuole una vita
ed eccoci poi
finalmente alla fine
si ricordan di noi
e portan le coppe
e sfilan solenni
e sfilano tutti
i gendarmi
il parroco
la proloco
eccetera eccetera
c’è tutto quel poco
di tutto un paese
ma prima di tutto
tocca all’Uomo del Pozzo
il maccio del miccio
deve parlare
ma non sa cosa dire
la pancia è rotonda
il cuore è commosso
in men di un minuto
frigna contrito
e ringrazia l’amico
ormai dipartito
un pianto e un lamento
noi siamo a digiuno
ma quanto ci mettono
a dirci del Pozzo
mi chiedo impaziente
li devo aspettare
e li devo contare
gli ignoti giurati
sinistri e solenni
come soldati
siam pochi per loro
son troppi per noi
incalza il tamburo
e freme il silenzio
ci dicon del terzo
e poi del secondo
ed ecco ci siamo
ed eccoci al primo
eccoci al Pozzo
comincia così
con la sillaba Po
e già ci affrettiamo
a batter le mani
alle belle del Pozzo
son loro l’amore
son loro la vita
il dubbio non c’è
in noi quattro gatti
parenti d’artisti
comincia così
e finisce cosà
comincia con Po
e finisce con Ponte
il disastro del Pozzo
e poi al Leon d’oro
nel suo super-tino
l’altro tesoro
dei meno e dei più
le nostre lunette
sparute sul prato
son proprio incazzate
madonne e gufacci
dicon loro crudeli
che era del Pozzo
tutto il fagotto
ma che accidentaccio
per l’ora legale
plebei e signorie
si son persi le danze
e le simmetrie
a me nulla importa
davvero e sul serio
a loro un po’ meno
e posso capirle
ma anche incazzate
e defraudate
son le lune nel pozzo
le più brave del prato
son loro la vita
che vince la partita
ma chi se ne fotte
ma chi se ne frega
dell’ora legale
e della legge locale
siam qua per l’amore
evviva la danza
evviva la vita
gli artisti son pochi
e gli altri son troppi
ma è la vita che passa
ed è l’arte che resta
è tutto finito
non c’è più nessuno
il Pozzo è di tutti
la Luna è qualcuno |
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