Puntando al successo |
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Capezio fabbrica scarpe
da più di cent’anni. Non sono scarpe qualunque: Capezio è
il calzaturiere preferito dalle star della danza classica. La Pavlova
era cliente fissa nel negozio di New York, Nureyev si faceva fabbricare
le sue scarpe su misura e molti altri aspiranti ballerini di tutto il
mondo sognano di possedere un paio di “Capezio” originali
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| Testo di Michael Mittelsteiner/ABACUS (1) |
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Era una giornata di caldo
rovente nella città di New York. La temperatura sfiorava i
40°C. Non soffiava un filo di vento e i condizionatori di Manhattan
rombavano a tutta potenza. La gente si allontanava dalla città
per sfuggire all’afa. E poi, improvvisamente, suonò il
campanello del negozio danza e teatro Capezio. “Era una signora”,
ricorda Gayle Miller, Direttore Relazioni Esterne alla Capezio,
descrivendo quell’afosa giornata di quarant’anni fa. Nonostante il
caldo, quella signora era avvolta in un impermeabile e si copriva il
capo con una sciarpa. “Ho freddo”, disse la signora a bassa voce.
L’impianto di condizionamento fu fatto spegnere immediatamente e il
sorriso tornò sul volto di Greta Garbo. La diva si sedette sul
pavimento, ignorando gli assistenti che cercavano di offrirle qualcosa
da bere e cominciò a giocare col cane di Gayle Miller. “Quando
la Garbo uscì dal negozio con un paio di Capezio, mi misi a
piangere...”, ricorda Gayle. La Garbo non era la sola star a
frequentare il negozio. Moltissime altre celebrità avevano
già varcato le porte dei Capezio. Tra queste, ricordiamo: Frank
Sinatra, Gene Kelly, Fred Astaire, Marge e Gower Champion, Liza Minelli
e Sammy Davis Jr.. E poi, soprattutto, le più prestigiose firme
della danza, che, una dopo l’altra, si servirono in questo negozio:
Anna Pavlova, Alicia Alonzo, la Dama Alicia Markova, Rudolf Nureyev e
molti altri artisti di massimo rilievo, appartenenti alle più
grandi compagnie di danza del mondo. Capezio è, quindi, da
sempre, considerato il leader indiscusso delle scarpe da danza e, in
particolare, delle scarpe da punta. Salvatore Capezio nacque a Muro
Lucano, in Italia, nel 1871. Ancora giovane, decise di tentare il
successo nel Nuovo Mondo. E proprio a New York riuscì ad aprire,
a soli 17 anni, il suo primo negozio. All’epoca, la Statua della
Libertà era stata eretta da appena un anno. L’insegna del
negozio, che si trovava a pochi passi dalla Metropolitan Opera House,
leggeva: ‘The Theatrical & Historical Shoemaker’ (‘Il calzaturiere
storico e teatrale’, N.d.T.). Capezio ebbe successo fin dall’inizio e,
ben presto, capì il suo talento naturale: creare scarpe da
teatro e da danza e, in particolare, scarpe da punta. Per farsi strada,
all’inizio fabbricava armi teatrali in ghisa. Quest’attività fu
sicuramente un aiuto prezioso, ma la sua vera passione non tardò
a rivelarsi: voleva produrre scarpe da danza. Era consapevole
dell’importanza di queste scarpe per le ‘sue’ artiste. Conosceva molto
bene le ambizioni e le difficoltà quotidiane delle ballerine e
lavorò senza mai risparmiarsi per migliorare di continuo la sua
arte. Capezio diventò una leggenda del balletto quando ancora
Internet non esisteva e i ballerini di tutto il mondo non potevano
ordinare le loro scarpe da punta sul sito www.capeziodance.com.
Il suo successo iniziale è in gran parte da addebitarsi ai
commenti positivi dei suoi primi clienti. Fu così che, ogni
volta che le più grandi star della danza andavano a New York,
per esibirsi al Met, visitavano anche Salvatore, per riparare le
vecchie scarpe o acquistarne di nuove. E Capezio cominciò a
battezzare i diversi modelli con il nome dei suoi clienti preferiti.
Uno per tutti: Pavlova. La bellissima Anna visitò il negozio nel
1910, misurò un paio di scarpe da punta Capezio e, da quel
momento, fu sempre fedele all’artigiano newyorkese. Quando Anna Pavlova
era troppo impegnata e non poteva visitare Capezio a New York, lui la
raggiungeva in Europa, in Russia. Ancora oggi, le scarpe da punta
Capezio non vengono prodotte in serie. E continuano ad essere dei veri
capolavori di artigianato. L’azienda, ingranditasi notevolmente,
dovette presto traslocare dal laboratorio di produzione iniziale, nel
cuore di Manhattan. Oggi, la produzione è stata globalizzata.
L’azienda, diventata un marchio mondiale, appartiene attualmente alle
famiglie Terlizzi e Giacoio, discendenti dirette di Salvatore Capezio.
Dan Terlizzi, un membro della famiglia di quarta generazione, dirige il
laboratorio di Fairlawn, nel New Jersey, dove, oltre alle scarpe
teatrali, si fabbricano le celebri scarpe da punta. Il laboratorio di
Fairlawn ospita il macchinario più antico dell'azienda, lo
stesso utilizzato da Salvatore Capezio nel lontano 1890. Oggi, in
questo stabilimento, l’azienda produce circa 500 paia di scarpe da
punta al giorno. La tecnologia moderna ha sicuramente influenzato la
fabbricazione delle scarpe da punta, ma la maggior parte di questi
‘strumenti di lavoro’ fondamentali per le ballerine continua ad essere
fatta a mano. Dan Terlizzi sa bene che il successo della propria
azienda si basa sul passaparola dei suoi clienti. “Quando una ballerina
non è a proprio agio nelle sue scarpe, può avere tutto il
talento che vuole, ma non riuscirà mai a ballare perfettamente
sulle punte”. Oggi la Capezio non si occupa solo di fabbricare scarpe
da danza, ma si è allargata ad altre attività. Tra le
nuove linee di prodotti per la danza ricordiamo la Skatewear per il
pattinaggio, la Dancesport per il ballo e una linea a marchio congiunto
con l’American Ballet Theatre. Una tradizione aziendale attiva da
cinquant’anni e ormai parte integrante della filosofia della Capezio,
tanto quanto il settore ricerca e sviluppo, riguarda il massiccio
contributo a sostegno del mondo della danza. A tal fine, nel 1953, fu
creata la Fondazione Capezio, per promuovere e premiare il progresso
continuo della danza. Nel 1952, fu istituito anche il Premio Capezio
per la Danza, per onorare coloro che hanno contribuito a rendere grande
quest’arte. Infine poi, l’azienda coopera con vari istituti di danza,
elargendo borse di studio e organizzando concorsi di ballo e aiuta gli
studenti di danza più svantaggiati in tutto il mondo, donando
loro scarpe e abiti da danza. (1) Da Crystal, newsletter di Swarovski, inverno 2004. |
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